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Il 1 marzo 1922 nasceva Beppe Fenoglio, il grande scrittore dell'epopea partigiana

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«Sulle lapidi, a me basterà il mio nome,

le due date che sole contano,

e la qualifica di scrittore e partigiano.»


Beppe Fenoglio nacque ad Alba il 1° marzo 1922;

Terminato il Liceo, Fenoglio si iscrive alla facoltà di Lettere di Torino; ma interrompe gli studi nel 1943, e frequenta il corso per ufficiali, prima a Ceva, poi a Roma.

L’8 settembre l’esercito si dissolve e Fenoglio rientra in famiglia. Sceglie la guerriglia partigiana sulle Langhe, come già avevano fatto i suoi professori di Liceo, Cocito e Chiodi.

Dapprima sale “a Murazzano presso quegli stessi parenti che solevano ospitarlo da ragazzo per le vacanze estive”, poi entra in una brigata d’ispirazione comunista, che opera tra Murazzano e Mombarcaro nell’alta Langa.

Questa formazione partigiana, dopo l’assalto ai depositi militari di Carrù (3 marzo 1944), subisce una pesante sconfitta dai nazifascisti.

Per sfuggire ai rastrellamenti, Fenoglio ritorna ad Alba presso i suoi genitori. A settembre riprende la strada delle colline con le formazioni autonome: “gli azzurri” badogliani, presso il presidio di Mango.

Il 10 ottobre 1944 è con le forze che liberano Alba, che viene difesa fino al 2 novembre (I ventitré giorni della città di Alba).

Trascorre il difficile e lungo inverno in un isolamento terribile, presso la Cascina della Langa.

Nell’ultimo periodo della sua azione partigiana (marzo – maggio 1945), è ufficiale di collegamento presso la missione inglese, che opera nel Monferrato, nel Vercellese ed in Lomellina. Dopo la Liberazione, ritorna alla vita civile; ma l’esperienza partigiana è fondamentale nella sua vita ed ispira molti dei suoi romanzi e racconti.

Nel dopoguerra, Fenoglio visse lavorando come impiegato in un'azienda locale e scrivendo libri e racconti, in gran parte ispirati alla Resistenza e alcuni dei quali usciti postumi. Tra le sue opere: "I ventitré giorni della città di Alba" (Torino 1952), "La malora" (Torino 1954), "Primavera di bellezza" (Milano 1959), "Un giorno di fuoco" (Milano 1963), "Il partigiano Johnny" (Torino 1968), "La paga del sabato" (Torino 1969)

La sua fortuna critica è tutta postuma

Le sue opere presentano due direttrici principali: il mondo rurale delle Langhe e il movimento di resistenza italiana, entrambi ampiamente ispirati dalle proprie esperienze personali; allo stesso modo, Fenoglio si espresse in due stili: la cronaca e l'epos.

Forse è con “Una questione privata” che Fenoglio raggiunge l’apice della sua prova letteraria. Per dirla con le parole di Calvino: “Il libro che la nostra generazione voleva fare, adesso c’è”. Un libro in cui “c’è la Resistenza proprio com’era, di dentro e di fuori, vera come mai era stata scritta, serbata per tanti anni limpidamente dalla memoria fedele, e con tutti i valori morali, tanto più forti quanto più impliciti, e la commozione, e la furia. Ed è un libro di paesaggi, ed è un libro di figure rapide e tutte vive, ed è un libro di parole precise e vere”.

Fenoglio è generalmente considerato il più grande narratore della Resistenza e fin dagli anni Settanta la sua opera ha sollevato dibattiti sia sul versante testuale e filologico, sia in rapporto alle fonti e alla fortuna critica. Quanto all'interpretazione complessiva della sua scrittura, si è oscillato tra una lettura neorealista – così sono stati spesso interpretati, ad esempio, i racconti de I ventitré giorni della città di Alba (1952) e La malora (1954) – e una in chiave di epica moderna, in particolare per le opere postume, Una questione privata (1963) e l’incompiuto Partigiano Johnny (1968).

https://www.italianisti.it/news/call-for-papers/cfp-beppe-fenoglio-torino


“Sono nato in Alba il 1° marzo 1922 - diceva l’autore di sé - e in Alba vivo da sempre, a parte le lunghe assenze impostemi dal servizio militare e dalla lotta partigiana. La mia attività base è quella di dirigente d’industria: più precisamente, curo l’esportazione di una nota casa vinicola piemontese. (...) Per quanto cerchi, non trovo alcun aneddoto di qualche sapore relativamente alla genesi ed alla pubblicazione dei miei libri. Potrà forse interessare questa piccola rivelazione: Primavera di bellezza venne concepito e steso in lingua inglese. Il testo quale lo conoscono i lettori italiani è quindi una mera traduzione. (...) Scrivo per un’infinità di ragioni. Per vocazione, anche per continuare un rapporto con un avvenimento e le convenzioni della vita hanno reso altrimenti impossibile, anche per giustificare i miei sedici anni di studi non coronati da laurea, anche per spirito agonistico, anche per restituirmi sensazioni passate; per un’infinità di ragioni, insomma. Non certo per divertimento. Ci faccio una fatica nera. La più facile delle mie pagine esce spensierata da una decina di penosi rifacimenti. Scrivo with a deep distrust and deeper faith”. Con una profonda sfiducia e una fede più profonda.

Per approfondire:

https://www.centrostudibeppefenoglio.it/it/index.php

https://www.anpi.it/beppe-fenoglio-sottrasse-la-resistenza-alla-leggenda-e-la-riconsegno-alla-vita-reale-e-alla-storia

https://www.patriaindipendente.it/terza-pagina/mio-padre-beppe-fenoglio/

https://www.anpi.it/bibliografia/il-partigiano-johnny

https://www.patriaindipendente.it/terza-pagina/fenoglio-e-il-folle-volo-di-milton-sospeso-sul-finale/

https://www.collettiva.it/copertine/culture/beppe-fenoglio-cento-anni-di-letteratura-e-resistenza-ht7evtv9

https://www.raicultura.it/ricerca.html?q=beppe+fenoglio




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