Lo sbarco degli Alleati ad Anzio alla fine di gennaio e le speranze in una prossima liberazione della città determinarono l'incremento, sia nel numero che nella portata, delle azioni di guerriglia urbana messe in atto dal movimento di resistenza romano contro i nazifascisti. Particolarmente interessata dall'attività di guerriglia fu la VII zona, tra le più coinvolte dal movimento di uomini e mezzi verso il fronte di Anzio, comprendente i quartieri di Ostiense e della Garbatella e i rioni di S. Saba e Testaccio.
Il 20 febbraio 1944 Edoardo Vurchio "Varaldo", al comando di un GAP socialista, riuscì a mettere a segno un'azione clamorosa: fece saltare cinque vagoni di un convoglio tedesco carico di armi ad alto e medio potenziale mediante l'uso di un tubo di gelatina, evitando infine l'arresto alle persone trattenute dopo l'esplosione grazie all'intervento delle squadre destinate a coprire l'azione.
Tre di esse erano composte da partigiani della zona, mentre una quarta squadra era composta interamente da ferrovieri socialisti in servizio presso la stazione, il cui apporto risultò fondamentale nella progettazione dell'azione. Altri due vagoni, sopravvissuti all'incendio seguito alla deflagrazione, furono distrutti in un successivo bombardamento alleato dietro segnalazione del Servizio Informazioni dell'organizzazione socialista.
L'attacco alla Stazione Ostiense, per le modalità tipicamente "gappiste" e l'efficiente coordinamento con le "Squadre d'azione dei ferrovieri", fu tra le più rilevanti messe a segno dall'organizzazione militare del PSIUP, tanto che persino il generale Clark volle congratularsi con il comando della Brigata Matteotti, citando l'azione nel bollettino delle forze alleate come una delle più rilevanti mai avvenute dopo lo sbarco di Anzio.
Il 20 febbraio 1944 Edoardo Vurchio "Varaldo", al comando di un GAP socialista, riuscì a mettere a segno un'azione clamorosa: fece saltare cinque vagoni di un convoglio tedesco carico di armi ad alto e medio potenziale mediante l'uso di un tubo di gelatina, evitando infine l'arresto alle persone trattenute dopo l'esplosione grazie all'intervento delle squadre destinate a coprire l'azione.
Tre di esse erano composte da partigiani della zona, mentre una quarta squadra era composta interamente da ferrovieri socialisti in servizio presso la stazione, il cui apporto risultò fondamentale nella progettazione dell'azione. Altri due vagoni, sopravvissuti all'incendio seguito alla deflagrazione, furono distrutti in un successivo bombardamento alleato dietro segnalazione del Servizio Informazioni dell'organizzazione socialista.
L'attacco alla Stazione Ostiense, per le modalità tipicamente "gappiste" e l'efficiente coordinamento con le "Squadre d'azione dei ferrovieri", fu tra le più rilevanti messe a segno dall'organizzazione militare del PSIUP, tanto che persino il generale Clark volle congratularsi con il comando della Brigata Matteotti, citando l'azione nel bollettino delle forze alleate come una delle più rilevanti mai avvenute dopo lo sbarco di Anzio.